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Senise PDF Stampa E-mail

Superfice: 96,61 Kmq

Popolazione: 7.182

Numero Abitazioni: 3.123

Numero famiglie: 2.301

Prefisso Telefonico: 0973

C.A.P.: 85038

 

L’abitato è situato sulla sponda sinistra del Serrapotamo, esposto a mezzogiorno,ed è disteso su uno sprone collinare. L’origine è incerta; sul nome sono state fatte diverse ipotesi, ma la più attendibile è quella del De Grazia che lo fa derivare dal fiume Siris, detto anche Sinis, così come nel ‘500 era stato affermato dalla poetessa Isabella Morra: “…terra cha da te (Sinni) deriva il nome”. Fra il ‘400 e il ‘500 Senise visse forse il periodo più turbolento e relativamente ai tempi, il più bello e più glorioso della sua storia. Già da tempo, signori di Senise erano i Sanseverino di Chiaromonte, appartenenti a una delle più nobili famiglie del meridione e dell’Italia intera. Luca Sanseverino fu creato da re Ferdinando di Aragona e fu il primo a portare questo titolo.

Egli ebbe un particolare affetto per Senise ove si serviva, come fiduciario di un suo funzionario di nome Sansone o Sassone, cui diede in moglie la nobile Rita Favale della terra di Favale, attuale Valsinni. Molto più noto di Luca fu il figlio Girolamo, principe di Bisignano e conte di Chiaromonte, il quale nel 1469 aveva allargato i suoi domini comprendendo i feudi di Lauria e di San Chirico. Seguendo la tradizione della famiglia, fu nemico degli Aragonesi e filoangioino e fu lui, che nel 1481, diede corpo, nel castello di Miglionico, alla “congiura dei Baroni”, fallita la quale perì come tanti altri signori nei sotterranei del Maschio Angioino. La famiglia corse il pericolo di estinguersi totalmente, se non fosse stata l’accortezza e il coraggio della moglie di Girolamo, Giovannelle Gaetani che, consigliata e aiutata da una nobile senisese riuscì a fuggire con i suoi bambini verso Roma. La fuga avventurosa è narrata nell’ultimo libro, il terzo, della congiura dei Baroni di Camillo Porzio ed è ricordata da Benedetto Croce nel suo volume sulle “Storie e leggende napoletane”. Giovannella appena arrivata in Francia, insieme ai Sanseverino di Salerno, incoraggiò Carlo VIII a conquistare il regno di Napoli.

E con il Re di Francia tornò il figlio di Giovannella, Bernardino ormai adulto e reintegrato nei suoi possedimenti da Carlo VIII. Bernardino nel suo soggiorno nel Regno di Napoli risiedette a Senise per il quale, diceva di coltivare “sentimenti d’amore, di predilezione e di gratitudine, anche per l’amenità e ubertà dei suoi frutti”. Senise divenne, allora per la sua posizione strategica fra Calabria, Basilicata e Puglia il “punto centrale degli stati dei Sanseverino”, pure essendo Bisignano, in Calabria, la città che dava ai Sanseverino il titolo ufficiale di “Principi di Bisignano” e pur essendo Chiaromonte il centro che assegnava il nome alla contea di cui Senise stessa faceva parte. Nel 1806 Senise fu occupata dai Francesi. Nel risorgimento fu sede del Circolo Costituzionale che ebbe come promotori e come animatori Nicola Sole e Nicola Marcone. Nel 1860 fu istituito il Terzo Centro Rivoluzionario del Lagonegrese, e da Senise partì la colonna di trecento patrioti, comandata da Aquilante Persiani, che si diresse prima a Potenza e poi nella Valle del Mercure per andare incontro a Garibaldi. Il centro storico conserva soltanto qualcosa del ricco patrimonio artistico che gli avi avevano saputo creare, e che è andato inesorabilmente in rovina per incuria e per il logorio del tempo. Caratterizzato da gradinate e da piccole stradine, attraverso le quali, oltre ad ammirare gli antichi portali in pietra dei palazzi nobiliari (Barletta, Donnaperna, Guerriero, Marcone, Sole), si giunge all’imponente Castello con torri e merlature, costruito nel 1200 ma rifatto nel 1400; Il Convento dei Minori, fatto costruire intorno al 1270 da Margherita di Chiaromonte, dove ancora oggi è visibile la porta che immetteva al chiostro e su cui vi è un affresco raffigurante Cristo in Croce, opera del pittore Nicola De Nohac, risalente al 1513; le pareti dei corridoi con gli affreschi rappresentanti scene della vita di S. Francesco;

la chiesa S. Maria degli Angeli, , risale al XIII sec. con l’artistico portale a ogiva e con il grande polittico sull’altare maggiore del 1523, opera di Fra Simone da Firenze, restaurato nel 1935. Nella stessa chiesa si conservano un crocifisso ligneo del 1300, il coro con 34 stalli intagliati e intarsiati, fatto costruire nel 1550 a proprie spese per devozione da Luciano Paolino; a destra, entrando nel coro, si trovano scolpite su pannelli due fiaccole (simbolo della vita) e un pavone (simbolo della vanità). Restano i ruderi del convento dei Cappuccini ( con 15 celle), fatto costruire dall’Università e donato all’Ordine con l’annessa chiesa dedicata a S. Chiara, del XVI sec., da poco riconsacrata, dopo una accurata ristrutturazione; la chiesa Madre sotto il titolo di S. Maria della Visitazione, con alto campanile in cui sono collocate tre grosse campane.

 

Una cartolina da...Senise

[Album fotografico]

 



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