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Teana PDF Stampa E-mail

Popolazione residente: 750 (M 362, F 388)

Densità per Kmq: 38,2 (dati Istat 2001)

Numero Famiglie: 254

Numero Abitazioni: 329

 

 

Teana Il paese, sorto nel periodo di dominio longobardo tra il X e l'XI sec., divenne un centro religioso abitato da monaci basiliani, noto in quel periodo col nome di Castello di Latiano. Successivamente fu denominato Tigana, nome derivato dal termine greco Teganus che si modificò diventando Teana.

Secondo il Prof. Giovanni Saladino , l'etimologia del nome Teana è analoga a quella di Teano, noto centro della Campania, sede anch'esso di castaldato longobardo nel medioevo. Teana deriva da Latinium, centro abitato da Latini. Latinium era appunto sede di un castaldo, prima dei duchi di Benevento, successivamente dei principi di Salerno. Il distretto era il celebre Latinianon delle cronache bizantine. La sede del vescovo era invece ad Anglona, dov'era presente un monastero di benedettini "Angli", cioè Inglesi. Saluti.

Nel centro abitato sono da ammirare la chiesa Madre "Madonna del Carmine" e la cappella di San Cristoforo. Molto bello è il centro storico di struttura medioevale, arroccato intorno al castello e dal quale si gode una ottima visione panoramica. Tra i palazzi gentilizi sparsi nel paese, interessante è Palazzo Lecce, mentre di valore storico è il Museo della Civiltà Contadina. L'abitato è circondato da boschi da cui si ricava ottimo legname e nel periodo autunnale offre una grande varietà di funghi.

Secondo GIACOMO RACIOPPI il termine Teana deriva:

Credo dal basso latino tegia, che Muratori spiega luogo ove si chiude il fieno o la paglia. Da Tegia è Teja e Tejana indicherebbe il luogo ove sono molte "tegie" o capanne. (Infatti) la terminazione caratteristica -ana esprime idea di reiterazione o di aumento o raddoppiamento


PROFILO STORICO
"Teana, terra in Basilicata in diocesi di Anglona, e Tursi, distante da Matera presso a miglia 50. E’ situata nella pianura di un piccolo monte, l’aria che vi si respira non è delle insalubri, e tiene il suo territorio confinante con Chiaromonte, Episcopia, Carbone, e Calvera. A settentrione viene il fiume Sarapotino. La maggior produzione è quella del vino, la quale supera il bisogno di quei naturali, e vendono perciò altrove. Gli abitanti ascendono a 1200 addetti tutti all’agricoltura, ed hanno l’industria ancora di nutricare i bachi da seta. Io ne ignoro le tasse de' fuochi. Si possiede dalla famiglia Donnaperna, che la comprò dalla famiglia Messanelli, che vi aveva il titolo di marchese". (LORENZO GIUSTINIANI-1797)

"Arma: d’argento ad un basilisco aggrappato e con la coda lanciata, di verde crestato ed illuminato di rosso, riguardante una crocetta greca di nero posta nel 1° Cantone:Tra i simboli più comuni dagli araldisti attributi al basilisco è di << chi con l’innocenza spense la falsa calunnia >> ma qui non saprei a che allusiro, mentre la crocetta può esservi stata messa per qualche giurisdizione ecclesiastica, forse del prossimo monistero di Carbone. E’ al G. A.
Etim. e St. – Dal Greco teganos << rupes et cautes >> prese nome questo paese fondato da antichi coloni greci, e va giustificato dalla conformazione del suolo, scrivendo infatti il Del Re << si spandono le rocce del Pallareto sino ai Monti Carroso e Cocuzza presso Carbone, Teana e Fardella >>. Una prima memoria di essa riscontrasi in una carta del 1077 nelle cronache Carbonensi: indi trovasi feudo dei Sanseverini di Bisignano, da cui passò nella Casa Messanelli pel matrimonio di Eufrasia con Giacomo (1343), onde il costoro figliuolo Nicolò se ne intitolò 1° signore (1364)); indi seguirono altro Giacomo (1397); Antonello (1399); ancora un Giacomo (1443); Nicola Francesco (1470); Luise (1498); Giantomaso (1513); Fabio (1554); altro Giantomaso (1600); Ottavio creato da Filippo IV Marchese a 10 Genn. 1625; un secondo Fabio (1633); Domenico (1682) che fu anche il 1° Duca di Castronuovo; quindi un 3°. Fabio (1707); ed infine altro Domenico (1765) da cui il feudo passò ai Donnaperna come semplice Baronia.
Circoscr. Civ. ed Ecc. – Ora è tra i più piccolii comuni della Provincia contando appena 784 abitanti nel Mandamento di Chiaromonte, Circondario di Lagonegro e Dioc. d’Anglona e Tursi: ha Chiesa Parrocchiale con Arciprete curato ed opere pie riunite con due Monti Frumentari trasformati in istituto di prestiti e risparmi". (GIUSEPPE GATTINI-1910).

SITUAZIONE ATTUALE
“E’ una graziosa cittadina le cui origini rimandano a tempi remotissimi e che ancora mantiene un centro storico molto interessante per le sue non poche case costruite a misura d’uomo. Per quello che conmcerne la storia di Teana alcuni studiosi hanno individuato nel toponimo il nome della moglie di Pitagora, e hanno ipotizzato che in Teana fosse ubicata la sede estiva della scuola filosofica pitagorica. In ogni modo è certo che reperti archeologici rinvenuti nel territorio teanese rimandano alla cultura magno-greca della costa ionica. L’amenità del suo territorio, gli stupendi paesaggi e la genuinità dei suoi prodotti alimentari, da sempre apprezzati, fanno di Teana un Comune di straordinario interesse. Le attività economiche prevalenti si basano sull’agricoltura (cereali, ortaggi, vite), sulla zootecnia e sull’edilizia che ha ripreso slancio con l’attività post-sisma. Discrete prospettive di sviluppo fanno perno sul turismo, anche interregionale, e per tali scopi è stato allestito nella vecchia sede municipale il “Museo della civiltà contadina”. Parlando di Teana un accenno particolare merita Francesco Marino (in arte Marino di Teana), nato nel 1920 e residente a Perigny sur Yerres. Scultore, pittore, urbanista e filosofo, è affermato in tutto il mondo e le sue opere sono disseminate dappertutto (una struttura monumentale è anche a Buenos Aires)”.

(Ricerche storiche, monumentali ed antropologiche di Vincenzo Falasca, Presidente I.R.S.A.B.

<Istituto Ricerche Storiche Archeologiche Basilicata>

 

Una cartolina da...Teana

[Album fotografico]

 



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