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Viggianello PDF Stampa E-mail
Popolazione Residente: 3.500 (M 1.743, F 1.757)
Densità per Kmq: 29,2 (dati Istat 2001)
Numero Famiglie: 1.312
Numero Abitazioni: 1.669
CAP.: 85040
Prefisso Telefonico: 0973


IL NOME. Incerta è l'origine del nome, legata alle vicissitudini storiche del nucleo abitato. Le prime testimonianze parlano di un Castrum Byanelli, presidio romano sulla via Popilia. Il toponimo deriva infatti dal possessivo gentilizio romano Vibianutum, diminutivo di Vibianus. Curiosa è anche la derivazione del nome da una antica leggenda barbarica. Si racconta infatti che a una regina barbara di passaggio sulle sponde del Mercure, intenta a dissetarsi alle fonti del fiume, le cadde l'anello nuziale nell'acqua. Ordina così a un suo fedele di setacciare in ogni dove il fondo del fiume e quando questi intravede l'anello rispecchiarsi tra le acque, non può che esplodere in urlo incontenibile di gioia: Vidi anello, regina! E la regina, dopo aver battezzato quel luogo in Vidianello, poté riprendere felice il cammino. Documenti alla mano, è solo in una carta del 1132 che compare per la prima volta il nome Vinginello. Dal Registro della Cancelleria Angioina (anni 1278 - 79) è riportato ancora il toponimo Byanelli ("Notarus Robertus... vassalli... Santi Arcangeli er Terrae Byanelli Iustitieratu Basilicatae"). Ma già in tempi di dominazione aragonese, alcuni documenti del 1483/94 riportano il nome 'Viggianello'. Dall'XII al XV sec. si può così ricostruire la trasformazione graduale del nome, secondo questa probabile successione: Byanellum, Byanelli, Vincianelli, Vingianello, Viggianello. Il nome potrebbe derivare ancora da un legno speciale della zona che serviva per produrre armi da guerra (il Vincaliellum).  
LE ORIGINI. Anche le origini del paese sembrano essere poco chiare. Fonti parlano di primi insediamenti di monaci basiliani risalenti al X sec.: l'Eparchia monastica del Mercurion vi promosse un incisivo processo di antropizzazione ed evangelizzazione le cui testimonianze - cappelle ipogee e laure eremetiche - sono tuttora presenti sul territorio comunale.Altre fonti dicono che sia stato fondato da profughi in conseguenza della distruzione di Sibari, divenendo, secondo Tito Livio, roccaforte romana sulla via Popilia. L'appellativo romano "Castrum Byanelli", che si registra in alcune carte aragonesi, trova conferma da questa tesi. Anche in questo caso si trovano aree di interesse archeologico che fanno pensare ad insediamenti piuttosto considerevoli risalenti sia all'età greca che all'età romana. Alla preistoria risalgono con tutta probabilità i primi insediamenti umani: lo attestano le numerose testimonianze ritrovate nella conca del Mercure: la lignite, i graffiti e il 'bos primigenius' della Grotta del Romito in quel di Papasidero, l'elephas antiquius, ritrovato nel territorio di Rotonda e un buon numero di oggetti levigati appartenuti a civiltà paleolitiche e neolitiche. Dopo l'importante parentesi basiliana, l'attuale centro abitato si sviluppò a partire dall'XI sec. attorno a un fortilizio normanno. Viggianello appartenne dal 1484 al 1809 alla famiglia napoletana dei Sanseverino-Bisignano, che vi costruirono l'omonimo castello, prima appartenuto alla famiglia dei Bozzuto.

Il centro storico è costellato da numerosi nuclei abitati di diverse dimensioni, una tipologia insediativa anomala, che caratterizza ancor oggi questo territorio, peraltro storicamente sempre documentata, come attestano alcune carte del 1797. Viggianello - dopo essersi organizzato in comune nel 1808 secondo gli emendamenti francesi -, partecipa attivamente alle fasi dell'Unità d'Italia. In particolare queste terre furono teatro di scontro fra briganti ed esercito piemontese: l'oralità conserva ancora gesta ed aneddoti di uccisioni, razzie, battaglie e imboscate. Il paese delle ginestre, omaggio alla gialla ed intensa cortina di fiori di ginestra, che in maggio avvolge il paesello, è definizione di Ferdinando Santoro, insigne ma ancora poco studiato scrittore e critico letterario viggianellese, napoletano di adozione. 

 



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